Home L'incontro      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


"La mia stravaganza ha colpito Woody Allen"

Simona Caparrini

Incontro con una delle interpreti italiane di "To Rome with love"


di Oriana Maerini


Roma. "Ciao ho fatto parte del cast di Allen ti posso lasciare la mia nota biografica?" - con un approccio simpatico, estroverso e un po' bizzarro Simona Caparrini ha catturato la mia attenzione e la mia simpatia ed ho intuito perchè è stata scelta in un casting di centinaia di attrici. Così, mentre tutti osannano Penelope Cruiz io ho scelto di valorizzare un talento nostrano che, in To Rome with Love, l'acclamato film di Woody Allen che ha sbancato il botteghino nel primo week end di programmazione, interpreta il ruolo di Giovanna, la parente snob e bigotta degli sposini italiani. Fiorentina di nascita, diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Genova, Simona ha studiato recitazione presso gli HBO studios di New York sotto la guida di George DiCienzo. Ha debuttato nel cinema con il film “Muro di gomma” di Marco Risi, ma e’ con Alberto Sordi in “Nestore l’ultima corsa” che ottiene il primo ruolo di rilievo interpretando Wilma, la figlia della sua ex fiamma. Tra gli altri ruoli interpretati al cinema e’ Irene in ‘ Io amo Andrea’ regia di Francesco Nuti ; è Elsa Morante ne ‘Il Postino’ di Michael Radford; e’ Ursula accanto a Ben Gazzarra in “Banditi” di Stefano Mignucci; l’esilarante portiera in ‘Nessun Messaggio in segreteria’ con Piefrancesco Favino e Carlo delle Piane, regia di Miniero e Genovese ; e’ Katia, l’assatanata di sesso, in ‘Immaturi’ di Paolo Genovese. Sul fronte internazionale, gira a New York i film indipendenti “The Accountant” di Glen Gers e “The Game” di Joelle Bentolila. A Parigi e’ nel cast del film “8th Wonderland” e della serie televisiva “Marie Fransson”.
La Caparrini è ora sugli schermi non solo con il film di Allen ma anche con “Interno Giorno” con Fanny Ardant diretta da Tommaso Rossellini Prossimamente la vedremo nel nuovo film di Carlo Carlei “Romeo and Juliet” con Paul Giamatti, Ed Westwick, Natasha McElhone, Hailee Steinfeld.

Com'è stato essere diretti a un maestro come Woody Allen?
E' stato la realizzazione di un sogno. Se infatti dovessi scegliere, tra il genere drammatico e quello comico, opterei per il secondo. Essere scelta, su provino tra centinaia o migliaia di persone, da uno dei miei registi cult per la commedia, e' stato come toccare il cielo con tutte e due le mani.

Come dirige gli attori Allen?

Li lascia liberi, quindi mi sono sentita tranquilla ed ho potuto fare delle proposte sul ruolo, che lui ha accolto quasi interamente. Sono stata scelta con un semplice provino, le stesse battute, uguali per tutte le attrici. Cosa lo ha colpito di me? Sicuramente la mia stravaganza d'interpretazione e, al tempo stesso, la mia capacita' di poter essere anche molto tradizionale.

Può raccontare un aneddoto del set?
Mi ha colpito il fatto che lui rimaneva sempre sul set, anche seduto sulla sua sedia, e che non andava mai in roulotte a concentrarsi o riposarsi, nemmeno quando faceva 38 gradi!
Sempre disponibile con gli attori per un chiarimento o una domanda, anche se nella proverbiale timidezza che lo contraddistingue. Una lezione di grande professionalita' ed umilta'.Veniva sul set sempre con gli stessi pantaloni, la stessa camicia e lo stesso capello per tutto il periodo delle riprese. Ne ho dedotto che ne aveva almeno 7 paia uguali che alternava, visto che era sempre perfettamente in ordine.... Forse è un atteggiamento scaramantico.

E Penelope?
Dovendo allattare il figlio, si faceva portare degli enormi vassoi di pizza sul set a tutte le ore e mangiava anche dieci secondi prima di girare. Non so come riesca a mantenere una silhouette da modella.

Come si è immedesimata nel ruolo?
Il mio ruolo nel film e' zia Giovanna, una parente snob e un po' bigotta dei giovani sposini, Alessandro Tiberi ed Alessandra Mastronardi.
Mi sono preparata pensando ad alcune mie amiche dell'aristocrazia fiorentina o romana, ricalcando i loro gesti, la loro postura ed altezzosita' di sguardo, il loro modo di sedere o di inserirsi nella scena e nello spazio da principesse nate. Questo mi ha molto ispirato ed e' stata la base per una piccola ricerca sui gesti e sulle espressioni che si puo' vedere nelle scene in cui appare il mio personaggio. Poi sono stata aiutata molto dal personaggio di Penelope Cruz, che interpreta una escort che finge di essere la moglie di mio nipote, con la quale ci lanciavamo continuamente occhiate di odio per entrare meglio nel personaggio. Ci siamo molto divertite con Penelope, un'attrice molto collaborativa sul set.



Cosa pensa del cinema italiano di oggi e quali opportunità ci sono per le attrici?
Il cinema italiano e' in un momento di fermento e trasformazione e non a caso, sta sfornando talenti di vario tipo da Sorrentino a Garrone, a Miniero, Genovese, Massimiliano Bruno. Una cosa da eliminare in italia e' il "reference system", quel meccanismo ministeriale per il quale piu' un progetto raccoglie registi attori sceneggiatori e produttori famosi al suo interno, maggiori chances ha di essere finanziato. Questo porta a fare film sempre con le stesse facce, gli stessi registi, attori, sceneggiatori e produttori perche' cosi' il film ha piu' possibilita' di ottenere il finanziamento ministeriale. Mentre all'estero i miei amici americani mi chiedono con insistenza: "Ma in Italia ci sono solo venti attori/attrici? Sono sempre i soliti!!". Riguardo alle donne, il cinema Italiano si dovrebbe svecchiare superando i soliti ruoli da donna bonona e arricchendosi di tutta quella gamma di ruoli femminili sia comici che drammatici di cui sono pieni i film francesi, inglesi, americani. Si dovrebbe dare più spazio anche i ruoli secondari, ridotti a pallide macchiette. I protagonisti non possono caricarsi tutto il film sulle loro spalle: e' una noia mortale!

Qual è la sua formazione?
I film di Billy Wilder, uno dei miei registi preferiti, di Cukor e Lubitch... Per quanto riguarda la formazione pratica ho vinto una borsa di studio alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova, dove sono stata per tre anni seguendo una formazione stanislaskiana, e poi ho fatto molti altri corsi di recitazione con Dominic De Fazio, e all'estero, New York, con George DiCienzo e altri insegnanti della scuola HBO.

Quali sono i suoi modelli?
Da giovane sono stata letteralmente folgorata dal talento della nostra grande Monica Vitti, da La ragazza con la pistola a film come l'Avventura; un'altra mia icona e' la Shirley McLaine dell'Appartamento o di Irma la dolce e, per citare un'attrice dell'immaginario di Woody Allen, la Diane Keaton di Manhattan o Io ed Annie.

Conta solo il talento o la bellezza ed altre scorciatoie sono necessarie per un'attrice oggi?
Conta il talento, come conta la bellezza. Il cinema e' anche immagine e quindi l'avvenenza di un'attrice qualche volta puo' essere anche il solo ingrediente necessario per farla lavorare. Ma la sola immagine non basta. Il vero talento, il vero estro, si vede lontano un miglio e non puo' essere insegnato. Comunque tutto conta: fortuna, bellezza, talento e tenacia.

Sogni nel cassetto?
Lavorare tanto con registi geniali e poi scrivere sceneggiature, e produrmi i film che mi piacciono. Mi piace collaborare con i registi su molti livelli, anche riscrivendo in parte il personaggio insieme a loro. Mi e'gia' capitato e devo dire che porta grandi risultati.
Quindi ho bisogno di un sacco di soldi: conto di trovare finanziatori arabi o vincere al lotto o fare una megarapina alle poste!

Progetti futuri?
Non se ne parla finche' non ci sono i contrati firmati o fino a che non sono iniziate le riprese. Porta sfortuna! Quindi acqua in bocca...




(Martedì 24 Aprile 2012)


Home L'incontro      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra