.


Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


Vite ai margini della città

Sacro Gra

Spaccato di vite vissute lungo l'anello della Capitale


di Roberto Leggio


Ai “confini della città”. Il Grande Raccordo Anulare è la più grande autostrada urbana d'Italia. Gira attorno alla Capitale come un anello di Saturno e raccoglie al suo interno (o meglio ai suoi bordi) un'umanità che pare uscire da un libro di fantasia. Su queste premesse Gianfranco Rosi (documentarista di rango) ha imbastito il suo nuovo lavoro, costruendolo pian piano in tre lunghi anni di ricerche e frequentazioni dei personaggi. In questo modo veniamo a conoscenza di una umanità “tangenziale”, un anguillaro, un nobile decaduto costretto dagli eventi a vivere in un palazzone con la figlia laureanda discuisendo di tutto e di niente; un botanico che armato di sonde sonore e strane pozioni cerca un rimedio per liberare le palme dall'invasione del Punteruolo Rosso; un paramedico in perenne contatto col dolore, delle prostitute transessuali che vivono ai margini di una strada in una scassatissima roulotte; un “ricco” che affitta il suo castello per sets cinematografici; delle ragazze immagine per un bar di periferia e dei fedeli che osservando un'eclissi pensano di vedere la Madonna.


Un caleidoscopio di facce, presenze, situazioni che sembrano frutto di una sceneggiatura “neo-realista” ed invece sono palpabili, tangibili. Con un pizzico di una non celata costruzione scenica, Rosi esplora vite “normali” ma straordinarie, invisibili ai più ma pure e concrete. Fotografato con perizia per far risaltare i contrasti di una “realtà” al limite, il documentario (film?) ci accompagna attraverso l'anello d'asfalto, che come una sorta di collettore di un universo in espansione, gira attorno alle nostre vite (le nostre cieche coscienze?) facendo parlare dei “folli intelligenti” che forse sono il riflesso più sano di una società considerata ai margini. Senza un vero plot narrativo il film risulta un po' dispersivo, in certi punti anche noioso, ma in ogni caso da vedere senza soluzione di continuità, proprio come un viaggio senza meta sul raccordo (e non lontano da esso), dove ogni uscita, ogni traguardo conduce ad una nuova storia, una nuova “umanità”.

Giudizio: **1/2

L'Anas pubblicizza il GRA con il Leone d'Oro
Cinema e Viabilità
In occasione dell'uscita del film di Rosi nelle sale



(Giovedì 19 Settembre 2013)


Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro