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Ottimo prodotto di genere che mixa sangue e suspance

Open grave

Diretto dal regista spagnolo Gonzalo Lopez-Gallego


di Mirko Lomuscio


Il cinema d’estate fa venire brividi in sala, sia con prodotti splatter che con sangue che sgorga a fiumi sia con pellicole di buon livello basate sulla suspense e i colpi di scena.
Open grave è un film che racchiude ambedue queste chiavi di lettura; un lungometraggio dall’avvio accattivante che trova un suo perché ad ogni minuto che avanza, e lo fa senza lesinare il sangue.
Tutto inizia quando uno sconosciuto, di nome Jonah (Sharlto Copley), si risveglia improvvisamente dentro una fossa piena di cadaveri. Non ricorda assolutamente niente ed uscendo da quella macabra buca scopre che altre persone, come lui, non hanno la benché minima idea di cosa sia accaduto nei giorni precedenti, e non ricordano neppure la loro identità. Rinchiusi in una villa abbandonata nel bosco, il gruppo di sconosciuti vaga per le campagne circostanti alla ricerca di una risposta che sappia far luce alla macabra questione.
Ma la verità non è proprio così facile da accettare.



Diretto dal talentuoso regista spagnolo Gonzalo Lopez-Gallego, Open grave è un film di cui è difficile parlare senza poter svelare elementi fondamentali per l’epilogo.
Il lungometraggio in questione gioca bene le sue carte dell’attesa e della tensione, e lo fa meglio quando ci si avvicina alla soluzione finale mentre la prima parte rimane convenzionale nel genere e nella struttura richiesta dal tipo di prodotto.
Infatti abbiamo i conflittuali e misteriosi rapporti tra i protagonisti, fra i quali, oltre al noto Copley di District 9, notiamo anche Thomas Kretschmann (Il pianista e Dracula 3D di Dario Argento), entrambi personaggi emblematici e fondamentali per lo sviluppo della trama. Ma, violenza e sangue a parte, il vero elemento horror arriva più in la, spiazzando chi di queste cose non è abituato ad assistere e lasciando non indifferenti anche gli appassionati del genere horror.
Non è un capolavoro, ma un ottimo prodotto di genere, che a suo modo, riesce ad essere originale in una forma di scrittura (sceneggiatura ad opera di due sconosciuti che rispondono al nome di Eddie Borey e Chris Borey), ormai stra-abusata, come quella del twist ending, che ha fatto il suo corso anche nel cinema di M. Night Shyamalan.

giudizio: ** 1/2



(Venerdì 2 Agosto 2013)


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