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Il pianeta (e i sentimenti) che non ci meritiamo

After Earth

La fantascienza flop per M. Night Symalan


di Roberto Leggio


Mille anni dopo che immani catastrofi hanno imposto alla razza umana di traslocare dalla Terra ad un più “vivibile” pianeta identico Nova Prime, un figlio ed un padre sono ai ferri corti in quanto il primo non si trova all'altezza del secondo. Il padre è il mitico generale Raige, uomo tutto d'un pezzo capace di dominare la paura (arma perfetta per contrastare gli alieni mangiaumani Ursa), algido nei confronti del figlio in quanto ritenuto responsabile della morte della sorella Senshi. L'occasione per cambiare la carte in tavola, cioè dimostrare al genitore di non essere un vigliacco smidollato, accade loro malgrado quando la navicella spaziale su cui stanno viaggiando per un missione di routine si schianta sul pianeta Terra, cambiata morfologicamente e evoluta in modo esponenziale per “uccidere gli umani”. Con il padre immobilizzato (ma con i mille occhi che permettono di pilotare il ragazzo sul pianeta “alieno”), il figlio imparerà a dominare le sue paure, contrastare le più strane creature, nei cento chilometri che lo dividono dal radiofaro che permetterà di chiamare i soccorsi e tornare a casa.


Basato su un soggetto scritto e voluto da Will Smith (che del progetto è anche produttore esecutivo e attore principale), il nuovo film di M. Night Shymalan è un vezzo di fantascienza che pesca a piene mani da mille trame simili, anche perché di rapporti contrastati tra padri e figli ne abbiamo visti a bizzeffe. Il problema è che dal regista cult de il Sesto Senso, dopo il flop de L'Ultimo dominatore dell'Aria, ci aspettava quel guizzo che potesse rimetterlo sui binari della sua cifra. Invece ancora una volta manca il bersaglio, dirigendo un'opera accattivante sul piano visivo, ma fiacco sul piano narrativo. Perché più che altro si parla di un romanzo di formazione nel quale un ragazzo (interpretato paradossalmente dal figlio di Will Smith, Jaden) deve in qualche modo imparare ad affrontare la vita senza l'apporto “dittatoriale” del genitore. La fantascienza, comunque, l'aveva già mostrato egregiamente in Guerre Stellari (Darth Vather e Luke Skywalker); ma in questo film, che vuole mettere anche in primo piano le sorti del nostro pianeta destinato alla distruzione e spunti spirituali alti che indurrebbero noi tutti ad essere materia integrante con l'ambiente (temi cari da sempre al regista), sono solo abbozzati e non così pregnanti per una trama che dovrebbe raccontare un viaggio di presa di coscienza in un luogo a noi sconosciuto.

Giudizio: **



(Giovedì 6 Giugno 2013)


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