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Tornano le avventure delle tartarughe marine

Sammy 2 - La grande fuga

Animazione belga firmata da Stassen e Kesteloot


di Oriana Maerini


Tornano, dopo due anni di distanza, a ridosso delle feste natalizie, le avventure delle simpatiche tartarughe marine Sammy e Ray. Diventati nonni i due assistono, nel giorno della schiusa delle uova, alla nascita dei loro nipotini Ricky e Ella quando arrivano dei pescatori che li catturano con la rete per venderli al gigantesco acquario/ristorante di Dubay. Da questo momento la parola d'ordine è fuga: Sammy e Ray insieme a Lulu, un'adorabile astice un po' matto, Jimbo, un pesce un megalomane mettono a segno il piano B per evadere nonostante l'avversione di Big D un cavalluccio marino che è il grande capo dell'acquario.



Se ave in mente Nemo non provate a fare comparazioni. Il secondo secondo lungometraggio d'animazione belga firmato da Ben Stassen e Vincent Kesteloot non possiede nè l'originalità nè la forza visiva (quasi ininfluente l'uso del 3D) del cartoon americano targato Pixar a cui sembrerebbe ispirarsi. Sammy 2 è un prodotto adatto ai bambini più piccoli che descrive la vita degli animali costretti a vivere come attori in una messinscena, come in parco divertimenti, creata per intrattenere la gente che mangia al ristorante noncurante della loro cattività. Il diritto alla libertà è il messaggio forte che emana il film anche se la sceneggiatura è capace di tenere viva solo l'attenzione dei bimbi a causa della mancanza di originalità e raffinatezza. Rispetto al primo film si è perso il carattere di Odissea e gli animali sono osservati più da vicino con i loro caratteri ben evidenziati. Così c'è il perfido ippocampo che si è autoeletto capo e che imita un boss mafioso (simpatica l'intruoduzione nella colonna sonora del tema di "Tu vu fa l'americano di Carosone") o il simpatico pesce palla che si finge morto ma il registro filmico non ha ritmo e l'operazione di introspezione raggiunge il risultato di annoiare lo spettatore. Cionostante il valore del messaggio ecologista rende il film altamente didattico, in grado di creare empatia fra il pubblico dei più giovani e la vita marina. Va inoltre incoraggiata questa ulteriore impari sfida europea che, dopo il Mostro di Parigi, appare sugli schermi italiani per cercare di contrastare il dominio dell'animazione made in USA.

giudizio: **



(Giovedì 13 Dicembre 2012)


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