.


Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


Amicizia, Alieni e Apollo 11 per un film di fantascienza vintage

Men in black 3, 3D

Divertente ed ironico sempre firmato da Barry Sonnenfeld


di Oriana Maerini


L’Agente J e l’Agente K, la storica coppia di uomini vestiti in nero, ritornano in sala, questa volta in 3D. Per gli appassionati della saga Men in Black, basato sul fumetto omonimo di Lowell Cunningham esce, a 10 anni di distanza, il terzo capitolo sceneggiato dal trentottenne Etan Cohen e diretto ancora una volta da Barry Sonnenfeld. Questa volta i nostri eroi viaggiano nel tempo per salvare l'umanità. L' Agente J (Will Smith) è preoccupato del comportamento di K (Tommy Lee Jones), diventato reticente e scontroso mentre lottano contro la vendetta di Boris la bestia scappato dal carcere e deciso a distruggere la terra. Per scoprire il segreto, salvare la vita del suo amico ed il pianeta terra dovrà viaggiare a ritroso nel tempo, nel 1969, per rettificare le cose. Si allea con il Giovane Agente K (Josh Brolin) per cambiae gli eventi. Boris la besta che, dopo aver ucciso un altro alieno in circo, trama contro l'umanità proprio nel giorno del lancio dell'Apollo 11 va ucciso e non arrestato.



Tutto basato sul rapporto affettivo fra i due agenti Men in black 3 è un giocattolone di intrattenimento che, seguento la cifra stilistica del regista, punta tutto su citazioni, battute e divertissement sui personaggi. In sintesi il film è un mix di gag, action e ambientazione vintage. Un salto indietro negli anni colorati in cui le donne cotonavano i capelli, le famiglie si riunivano davanti alla Tv e l'umanità coronava il sogno di camminare sulla Luna. Ma è anche un elogio dell'amicizia, dell'empatia fra colleghi e quello che funziona davvero nella trama è il coraggio di Smith nell'affrontare i pericoli per conoscere e salvare la vita al suo collega ringiovanito, ovvero a un Josh Brolin che calza perfettamente nel ritratto di Tommy Lee Jones all'inizio della carriera. Il messaggio è questo: noi siamo il frutto delle esperienze che hanno forgiato la nostra vita. Attraverso la scoperta del suo background l'agente J può scoprire perchè il sorridente e positivo compagno si sia potuto trasformare nell'ostico personaggio che lo accompagna nelle avventure quotidiane. E siccome la coppia funziona il futuro del pianeta e dell'agenzia saranno salvi. Unico neo di questo capitolo che risolleva le sorti delle saga è un utilizzo del 3D praticamente ininfluente, a parte la scena del ritorno al passato dell'agente J, se ne poteva fare veramente a meno.
Curiosità: Il film ci regala i curiosi camei di Andy Warhol, Lady Gaga e Tim Burton, trasformati, nelle sequenze ambientate nel 1969, nel ruolo di alieni patinati e lustrati. Riuscirete a riconoscerli?

giudizio: **



(Giovedì 24 Maggio 2012)


Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro