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La realtà “teatrale” dietro le sbarre

Cesare deve morire

Opera trasversale tra vita e letteratura


di Roberto Leggio


Shakespeare tra poesia, rabbia, espiazione e vita vissuta. Nel carcere di Rebibbia, i detenuti hanno appena finito di rappresentare il “Giulio Cesare” di Shakespeare e devono tornare alle loro celle. Sei mesi prima, il direttore del carcere espone il progetto teatrale dell’anno ai carcerati che intendono partecipare. Sotto la guida di Fabio Cavalli (il regista interno del laboratorio) e l’occhio della telecamera, gli “attori” iniziano i provini e le scene del dramma. Ansie, speranze, gioco sono i sentimenti di questi uomini che nella narrazione scoprono molti punti in comune con il loro vissuto, mettendoli a confronto con i loro fantasmi. Alla prima, davanti ad un pubblico eterogeneo, il Giulio Cesare “carcerio” è un successo.



Fresco dell’Orso d’Oro all’ultimo festival di Berlino, il nuovo film dei fratelli Taviani è un’operazione interessante e molto stimolante. A cominciare dalla forza recitativa (nei loro dialetti d’origine) dei carcerati che hanno dato anima, corpo e mente all’opera shakespeariana che più di tutte analizza la superbia, l’amicizia, il tradimento, la libertà, il delitto ed il dubbio delle scelte più difficili. Concetti di una affiliazione al proprio passato. Un progetto trasversale che porta in campo i rapporti che legano e contrappongono gli uomini, due mondi che in qualche modo si rispecchiano. Così gli ideali dell’opera (l’assassinio di un despota per la libertà di tutti) diventano fonte stessa di rielaborazione delle proprie colpe. Un film che riesce a mettere a confronto l’oscurità dell’esistenza dei condannati con la forza delle emozioni che suscita il dramma del grande drammaturgo inglese. Un’opera profonda, vitale e piena di speranza che entra nel profondo dell’anima di chi espleta la propria libertà sul palcoscenico (“Da quando ho conosciuto l’arte, questa cella è diventata una prigione”) e poi torna ad essere un rinchiuso senza nome.

Giudizio:***



(Venerdì 2 Marzo 2012)


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