.


Recensioni Festival Eventi Sipario Home video Ciak si gira Interviste CineGossip Gadget e bazar Archivio
lato sinistro centro

Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra


La difficoltà di “essere” se stessi

Un giorno questo dolore ti sarà utile

Anticonformismo a New York


di Roberto Leggio


Sorta di Giovane Holden dei giorni nostri, James Sveck è un adolescente newyorkese rampollo di una famiglia alto borghese che non riesce a capire la sua “diversità”. Vive con un trauma scolastico, in una famiglia scombiccherata (la madre sposatasi tre volte con uomini Peter Pan, il padre avvocato ossessionato dalla chirurgia estetica; una sorella un poco più grande innamorata del suo professore di semantica) che vorrebbe fare di lui un famoso brooker e che rivendica la sua voglia di vivere fuori dalle regole. Cercando di essere se stesso “scappa”dal mondo che altri hanno “scritto” per lui, affittando una costosa suite immaginandosi felice artigiano. Il rapporto con una nonna molto anticonformista e l’incontro con una life-coach (che dovrebbe indicarli la via del successo sociale), farà di lui un piccolo “uomo” che da grande potrà vivere secondo le regole del suo cuore.


Tratto dal’omonimo romanzo di Peter Cameron, il film americano di Roberto Faenza vorrebbe dare uno schiaffo al conformismo, ma si scontra purtroppo con l’attualità dell’indignazione giovanile. Sveck, è un alieno in una società che lo vorrebbe “perfetto”, anche se grazie ai soldi della mamma gallerista sogna acquistare una casa da 100.000 dollari, per essere si diverso, ma per non vivere da reietto. Che in un mondo soffocato dalla crisi e dalla precarietà sembra un vero affronto a tutti quelli che devono lottare per ottenere un lavoro dignitoso. Ma a parte questo piccolo particolare (i lamenti di un ragazzo viziato, in fondo) il film è godibile, spumeggiante, commovente e volutamente sgangherato per il modo in cui mostra la “normalità” di un essere umano di andare contro le regole. Non si tratta di un capolavoro, ma è certo uno dei migliori film del regista torinese degli ultimi anni.

Giudizio **1/2



(Venerdì 24 Febbraio 2012)


Home Recensioni      Stampa questa pagina  Invia questa pagina  Zoom: apri la pagina in una nuova finestra

lato destro