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L’innocenza “sospesa”

40 Carati

Fiacco thriller di tensione, fratellanza ed amicizia


di Roberto Leggio


In equilibrio (pericoloso) su un cornicione a settanttotto metri d’altezza di un albergo di New York, l’ex poliziotto Nick (fuggito dal carcere dove stava scontando 25 di detenzione), deve disperatamente dimostrare di essere innocente. Accusato di aver rubato, tagliato e rivenduto un favoloso diamante ad un dispotico uomo d’affari, Nick è deciso a buttarsi se la polizia non crederà alle sue parole. Per fargli desistere i suoi propositi viene inviata sul posto un’esperta negoziatrice che quasi da subito capisce che forse l’uomo non ha proprio voglia suicidarsi. Anche perché nel palazzo di fronte suo fratello e la sua fidanzata chicana, stanno per portare a termine la più grande rapina di diamanti del secolo.



Fiato (poco) sospeso a parte il film diretto da Asger Leith (al suo debutto), sembra più ad un episodio televisivo che un robusto thriller di tensione. Molta è la carne al fuoco e troppi sono gli snodi narrativi (una rapina per mettere le cose a posto e consegnare il cattivo nelle mani della giustizia, lealtà familiare ed amicizie pericolose) per giungere ad un finale scontatissimo, senza contare il profluvio di cliché che vengono spalmati lungo una trama vista e rivista. La sciarada degli eventi si sgonfia pian piano l’addensarsi degli elementi risolutivi, tranne per la voglia di sangue che il pubblico (in strada e davanti ai teleschermi) reclama all’uomo sul cornicione. Un segno dei tempi, in cui, nell’ordinarietà della vita, tutto fa (mortale) reality show.

Giudizio *1/2



(Giovedì 9 Febbraio 2012)


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