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Insuperabile in "Manuale d'amore"

Verdone abbandonato

Straordinaria interpretazione del comico romano


di Oriana Maerini


Da gallo cedrone a cane abbandonato.
Carlo Verdone interpreta, infatti, un medico abbandonato dalla moglie nell’episodio “Abbandono” - dove recita al fianco di Sabrina Impacciatore - nel film “Manuale d’amore” diretto da Giovanni Veronesi.
Lui aveva promesso che avrebbe fatto molto ridere ed ha mantenuto la promessa visti gli incassi record del film. Verdone è un cavallo di razza del nostro cinema.
Uno dei pochi sui quali scommettere al botteghino. Attore, regista, sceneggiatore e ora anche direttore artistico (del Siena Film festival). Verdone è un artista a tutto tondo che, grazie al padre Mario, storico e critico cinematografico, è cresciuto nel mondo
della celluloide. Inizia girando, con una video camera vendutagli da Isabella Rossellini, i suoi primi cortometraggi. Nel '72 si iscrive al centro sperimentale di cinematografia e si diletta a fare l'attore con il Gruppo Teatro Arte diretto dal fratello Luca. E' qui che viene alla luce il suo talento comico: una sera si trova a sostituire 4 attori contemporaneamente dando prova delle sue capacità istrioniche-trasformiste. Ma il suo vero debutto dietro la macchina da presa avviene nel 1980 grazie al fortunato incontro con Sergio Leone che gli produce il film "Un sacco bello". Un film scritto, diretto ed interpretato da lui stesso. E' il successo: Verdone viene salutato come una promessa del cinema italiano. In 24 anni di carriera ha collezionato una lunga serie di successi (Borotalco, Acqua e sapone, Io e mia sorella, Compagni di Scuola, Maledetto il giorno che t'ho incontrato, Al lupo al lupo, Perdiamoci di vista, Viaggi di nozze) riproducendo sempre la sua maschera sotto sfumature diverse. Oggi gli piace far sorridere con una vena di malinconia su temi che fanno riflettere come la crisi di coppia e le nuove mode nei rapporti sociali. Ci ha anticipato che Il suo prossimo film tratterà del delicato problema dei rapporti padre-figlio.


Come si è trovato nei panni di un marito abbandonato?
Male, naturalmente. Mi è piaciuto il tema perché potevo usarlo per creare sia spunti poetici che comici. Ho cercato di cogliere il personaggio con uno sguardo ironico. Da anni non facevo degli “assolo” di questo tipo. Credo che questo ruolo di uomo patetico farà ridere molto il pubblico.

Crede nell’amore?
Si, ma purtroppo viviamo in un’epoca in cui consumiamo tutto, non solo i beni materiali. Anche i sentimenti sembrano soffrire di questa perversione. Non ho delle soluzioni. So solo che il matrimonio o la convivenza sono un vero impegno: ci vuole pazienza. Penso che valga la pena resistere perché credo nella famiglia.

Qual è la sua dote migliore?
L’autoironia. Se non l’avessi non avrei potuto fare il mio lavoro per tutti questi anni. Uso i film come una sorta di auto analisi. Ad esempio in “Maledetto il giorno che ti ho incontrato” mi sono rappresentato a 360 gradi con tutte le mie ipocondrie, fragilità patemi d’animo e debolezze. Quel film mi è servito tantissimo per superare molti blocchi interiori.

Parla spesso, nei suoi film, della crisi dei cinquantenni. Si sente in crisi?
No. Una volta alla mia età si pensava che uno avesse già svoltato l’angolo. Oggi non è più così: tra vitamine, palestre e pillole che danno un aiutino... Basta rimettersi in modo dopo ogni batosta.

Cosa la preoccupa di più oggi?
La sorte della Roma! Mi terrorizza la vicinanza con la serie B e il suo posto in classifica è terribile: comincia a scendere come un ascensore….
Qualche giocatore la deve piantare di fare le bizze altrimenti i tifosi romanisti si arrabbiano e si sa che sono capaci di tutto...

Lei ha lanciato molte attrici. Rimane in buoni rapporti con loro?
Si, ogni attrice che ho lanciato rappresenta un pezzo della mia vita. Ho mantenuto con tutte loro un buon rapporto d'amicizia. Ho uno speciale rapporto con il femminile che, evidentemente, riesco a trasfondere nel mio cinema. Le donne sono un pianeta fantastico e più interessante degli uomini: in loro trovo più comprensione, affetto e pazienza.

Eppure il primo incontro con Laura Morante è stato catastrofico….
E’ vero. La prima volta che l’ho incontrata avevo l’impressione di stare davanti ad un preside. Poi sono andato a casa sua: sembrava la casa di Nanni Moretti. Ora ho capito perché la sceglie sempre!

Farebbe un film con una tutte le attrici che ha abbandonato?
Si, ho un sogno nel cassetto: fare un film corale con tutte le attrici con le quali ho lavorato. E' un po' che ci penso e ne ho anche parlato con il mio sceneggiatore per ideare un soggetto.

Qual è l'attrice che ama di più, quella con la quale vorrebbe lavorare?
Valeria Bruni Tedeschi: più la guardo più rimango incantato, sono un suo ammiratore sfegatato. Nel film "La parola amore esiste" l'ho trovata bravissima.

A cosa sta lavorando ora?
Insieme ai miei sceneggiatori di fiducia Pasquale Plastico e Silvia Ranfagni, sto scrivendo una nuovo film. Il tema centrale della pellicola sarà il rapporto tra padri e figli.

Lei è notoriamente goloso. Qual è il suo dolce preferito?
La crostata con la marmellata. Se mi capita a tiro me la faccio fuori in un minuto.

Carlo Verdone con Sergio Rubini e Giovanni Veronesi

Presentando "Berliner Blues"
Carlo Verdone critico letterario
Il nuovo libro di Giovanni Bogani

Gallo cedrone
Pranzo galeotto per Carlo Verdone
A tu per tu con una splendida rossa



(Giovedì 7 Aprile 2005)


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