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Giovani, napoletani e disoccupati

Il verme a furia di testate spertugia la noce

L'avventura di un laureato che non demorde.


di Samuele Luciano




Potrebbe essere il soggetto di un film del filone "Giovani, carini e disoccupati" o una versione moderna del'imperturbabile Totò in "Totò cerca casa".
Invece il racconto che vi proponiamo è vita vera vissuta, manco a dirlo, da un tenacissimo partenopeo doc., raccolta e trasformata in racconto da un talentuoso scrittore napoletano.
I nostri giovani autori che sono in crisi di idee potrebbe prenderne spunto (pagando i diritti!) per una nuova commedia all'italiana.


la redazione




‘O pappice a bott’e capate spertose a noce!
ovvero: Il verme a furia di testate spertugia la noce

Agosto 2001, Napoli.
Come tutti i bravi figli di mammà, S. Esposito era riuscito a laurearsi a pieni voti e a diventare un ottimo rappresentate della medio - bassa borghesia partenopea. Ma si sa, a Napoli lavoro non ce n’è, neanche per un neo ingegnere aerospaziale! E allora che fare?
Il papà fa l’impiegato al comune, stipendio magro, spesa parsimoniosa al mercato di Porta Nolana, sigarette obbligatorie…
La mamma fa delle ottime pastiere, ma non c’ha una lira, anzi un centesimo. - E allora – ripete S. Esposito- che fare?
Partenza per Milano.
Grazie ad un amico di università, S. Esposito riesce a trovare alloggio nella città della “madunina”, della cotoletta, dell’happy hour e delle mascherine antismog.
Il minuto ed energico napoletano fa il giro di Milano in 80 ore, durante il quale rilascia centinaia di curriculum a negozi, locali, fabbriche - Sono pronto a fare qualsiasi cosa pur di cominciare a lavorare – confessa all’amico che lo ospita.
Ma alla fine chi è che si prende cura di questo aitante dottore? La grande mamma dei giovani disoccupati: l’agenzia interinale!
“…Prego signor Esposito, si figuri, vedrà che si troverà bene, È una delle più importanti aziende di Milano, arrivederla…”
Il volenteroso S. Esposito ha finalmente un lavoro all’E-CARE di Milano e la sua mansione non si discosta neanche poi tanto dal suo titolo di studio: fa l’operatore telefonico.
Passano i mesi e gli anni nella città lombarda, ma S. Esposito non si arrende. Continua a inviare curriculum in giro per le aziende, alla ricerca di un posto di ingegnere aerospaziale. Intanto, da buon napoletano, si fa volere bene dai colleghi, dalla senior che grazie a lui si è abbonata ad una fornitura annua di sfogliatelle, dal padrone di casa della sua nuova abitazione e dal relativo pastore tedesco.

Settembre 2004, Milano.
Un vuoto incolmabile pesa su una poltrona in E-CARE: è andato via S. Esposito.
I colleghi, la senior e perfino la Team Leader, lo ricordano con nostalgia: era il migliore tra tutti noi.
Ebbene sì, finalmente S. Esposito ha trovato il lavoro tanto agognato e oltretutto proprio nelle sua città, Napoli.
L’azienda ****, operativa nel cuore della NATO lo ha invitato un giorno di fine agosto a sostenere il colloquio della sua vita.
Il responsabile del personale ha così esordito quando il giovane è entrato nel suo ufficio: "Complimenti sig. Esposito, lei ci ha convinti per stanchezza, non ci era mai capitato di ricevere il curriculum di un candidato per ben 67 volte!".



(Mercoledì 16 Marzo 2005)


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