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Un film argentino

La niña santa

Adolescenza ai confini del mondo, tra religione e liberazione sessuale


di Pino Moroni


La niña santa


La niña santa (2004)
Regia di Lucrecia Martel
Soggetto di Juan Pablo Domenech e Lucrecia Martel
Interpreti: María Alche, Mercedes Morán, Carlos Belloso
Produzione: Argentina, Italia, Spagna Olanda

Argentina, ai confini con il Cile, in una società piena di convenzioni due ragazzine di sedici anni, Amalia e Josefina, seguono a scuola un corso di catechesi oppressiva, tracorrendo un’adolescenza tra il bigottismo imperante e la carica di sessualità che le sta maturando.
Questa mescolanza porta Amalia, pervasa da una ossessiva missione mistica, a voler salvare dal peccato il dottor Jano, uomo di mezz’età che l’ha “toccata” in strada, scatenando però in lei stessa i tormenti di una prorompente sensualità.
La società della cittadina di Salta, il comportamento dei genitori e degli amici delle ragazze, l’hotel termale in decadenza, il convegno medico dei sussiegosi dottori, le riunioni religiose a scuola, tutto richiama un’Italia degli anni ’50, uscita dal dopoguerra ma non ancora nel boom economico, con le madonne pellegrine ed i predicatori isterici nelle piazze, i veglioni di carnevale e le feste paesane. Poi, fare sesso sul letto della nonna senza guardarsi, onanismo, ipocrisia di tutti i rapporti –matrimoniali o “fuori della santificazione”-.

Abituati a ben altri film, ormai cinici complicati e crudeli (es.: film del tipo “L’ultimo bacio” di Muccino), questo film è oggi senz’altro molto originale.
Anche perchè i suoni e i rumori d’ambiente, distribuiti molto intelligentemente, danno al film echi profondi, che valorizzano la vacuità di una stolida vita provinciale.
Le inquadrature, molte in primo piano, con le luci chiare ma piene di atmosfere stranianti, sono il contraltare tecnico della mediocrità delle persone e della scenografia d’ambiente..
Ed il finale, senza fine, lascia spazio ad una più ampia riflessione sul giudizio complessivo e la valutazione del film, e suoi valori universali: bracciata dopo bracciata, su e giù per la piscina-mondo, le due adolescenti libereranno la loro maturità e forse anche l’adolescenza di altre piccole donne.

La niña santa



(Giovedì 3 Febbraio 2005)


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